La zona di produzione del salame abruzzese coincide con l’intero territorio della Regione Abruzzo: è un insaccato crudo, a grana media, preparato con carni fresche di suino che, dopo una frollatura di uno o due giorni a bassa temperatura, sono accuratamente scotennate, disossate e mondate dalle principali frazioni connettivali (tendini e aponeurosi) e dai grassi molli bassofondenti. Le pezzature di carne suina utilizzate sono, in genere, le spalle, la pancetta, le rifilature del prosciutto e del lombo, in proporzioni variabili (di norma: 70% di ritagli magri e 30% di pancetta e/o triti). Il salame ha forma cilindrica o leggermente conica, spesso molto irregolare, insaccato in un rivestimento realizzato con budello dritto di maiale, dritto di vitello o bondeana di vitello, ed è legato agli estremi con spago di medio calibro. La superficie esterna si presenta asciutta, eventualmente ricoperta, soprattutto nel prodotto di salumificio, da una diffusa piumatura naturale bianca, tendente all’arancio, e/o leggermente verdastra. L’impasto è uniforme a grana medio-grossa, magro e di colore rosso. Dopo l’insaccatura e la legatura, i salami vengono stagionati in ambienti a condizioni controllate, e comunque a temperatura non superiore a 15°C, per un periodo compreso tra i 25 e i 180 giorni, e precisamente, a livello artigianale, tra i 100 ed i 180 giorni.
Gastronomia Alessandrelli Tarquinia — Piatti pronti • Salumeria • Norcineria • Gastronomia • Enoteca • Salsamenteria
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